Dire, fare, viaggiare 2026

Dal 15 Ottobre 2025 al 15 Ottobre 2026 questo progetto sarà realizzato con i fondi Otto per mille della Chiesa Valdese

  • Sviluppare una idea di gruppo e di collaborazione

    Sfruttando la conoscenza pregressa dei partecipanti è sufficiente creare un maggiore affiatamento perché possa sorgere una maggiore consapevolezza del gruppo. L’idea di creare una chat whatsapp aiuta a condividere alcuni vissuti ed essere in contatto nei diversi momenti delle giornate. Dovrebbe diventare un “luogo” di organizzazione per la programmazione delle attività in remoto e delle giornate in presenza. Soprattutto in occasione di queste ultime, il gruppo whatsapp viene utilizzato come strumento per la suddivisione dei compiti e ciò crea un ottimo spirito di collaborazione. Una precisazione: lo smartphone è stato qui inteso proprio come strumento a vantaggio del gruppo e non in termini scorretti e dispersivi.

  • Stimolare autonomie domestiche e territoriali

    Nel momento in cui l’incontro in presenza concede di svolgere attività di pranzo in autogestione, il gruppo si attiva per decidere il menù e definire le fasi di preparazione del pasto (dalla tavola al cibo). In questa situazione emerge la buona capacità organizzativa da parte di tutti, i quali in autonomia decidono quali incarichi assegnarsi in base alle competenze (e abitudini) individuali. Riguardo alle autonomie sul territorio, il riferimento è espressamente per i percorsi in treno che i partecipanti dovranno necessariamente intraprendere per raggiungere le mete di incontro. La necessità di vedersi in località diverse per cercare di avvicinarci a turno a tutti, aiuta a sviluppare l’autonomia dell’uso del mezzo pubblico. Per alcuni di loro sono le prime volte che intraprendono un viaggio in autonomia, senza genitori e per il gruppo di amici.

  • Incrementare la capacità organizzativa

    I partecipanti sono chiamati spesso a “prendere in mano” in prima persona le attività. L’educatore vuole essere uno spettatore e mettersi in ascolto e in aiuto in caso di necessità. Ciò, con buona probabilità, è da stimolo per prendere iniziative e al contempo per migliorare la loro autostima. In tal senso, gestiranno gli acquisti dei biglietti del treno in base agli orari prefissati di incontro, genereranno i link per le videochiamate, ricercheranno ristoranti e si cureranno delle prenotazioni di ciò che, in una determinata città, si vuole visitare.

  • Incentivare la consapevolezza del sé

    Gli incontri in presenza, soprattutto, sono usati in maniera pertinente come momenti di confronto e scambio sulla consapevolezza, sul “chi siamo, quali i nostri limiti e quali le nostre risorse”. In linea con quanto definito a inizio progetto, il “taglio” che si dà ai momenti di discussione è quello del dare maggior peso alla positività che è in ognuno di loro. E ciò aiuta a creare una maggiore autostima e autodeterminazione.

  • Social e abuso del cellulare

    Il cellulare è uno strumento di comunicazione il cui utilizzo deve essere fatto in tal senso ed i social rappresentano spesso un racconto parziale e scorretto della realtà.

  • Diversità e confronto con “gli altri”

    L’essere coscienti di avere una disabilità, porta i partecipanti a sentirsi automaticamente diversi dalla maggior parte delle persone. Ed il sentirsi diversi e isolati ha come conseguenza l’emersione del sentimento di mancanza (di amicizie, di affetti, …). A riguardo, il messaggio che abbiamo provato a formulare è che possiamo tentare una prospettiva diversa, a darci valore per ciò che siamo, a non sentirci qualcuno solo in riferimento agli altri, ma a sentirci noi perché siamo noi, fatti come siamo fatti. Da ciò è poi sorto un altro aspetto importante: il riscontro di un benessere generalizzato quando siamo fra simili, tra i quali vi è complicità e reciprocità.

  • Tematica dell’indipendenza – Tematica del lavoro

    Per alcuni di loro è importante avere uno slancio ulteriore che si possa concretizzare nella indipendenza dal nucleo familiare (qualcuno ha abbozzato una sorta di tematica del “dopo di noi”) e nell’avere una occupazione lavorativa ben definita che garantisca autostima e autonomia economica. Durante gli incontri in presenza questa tematica è stata messa in pratica anche attraverso una richiesta semplice, ma preziosa e che l’operatore ha da subito assecondato: avere un momento in cui non fosse presente la figura educativa.

  • Incentivare la consapevolezza del sé

    Gli incontri in presenza, soprattutto, sono stati usati in maniera pertinente come momenti di confronto e scambio sulla consapevolezza, sul “chi siamo, quali i nostri limiti e quali le nostre risorse”. In linea con quanto era stato definito a inizio progetto, il “taglio” che è sempre stato dato ai momenti di discussione è stato quello del dare maggior peso alla positività che è in ognuno di loro. E ciò ha aiutato a creare una maggiore autostima e autodeterminazione.

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